Mosca, terza Roma

Mosca terza Roma
Autore: Claudio Mutti
Titolo: Mosca, terza Roma
Collana: La Genealogia
Prezzo: 12,00€

Un auspicio da “buoni Europei” contro la dissolvenza dell’Europa

“Noi pensiamo [.] che un’Europa scissa dalla Russia non sia più tale e che un mondo senza Russia [...] sia un mondo più misero e più miserabile: sotto il profilo non tanto economico quanto SPIRITUALE, ossia intellettivo e culturale. Dato il tasso di imbecillità cui si è giunti [in un ‘libero’ Occidente] in cui prolifera, libera, la menzogna, siamo tenacemente convinti che solo dall’animo e dall’intelletto possa partire la rinascita dei rapporti del nostro Paese in particolare -e dell’Europa in generale— con la Federazione Russa. In questo senso, dunque, si pone la nostra attività editoriale di cui questo libro è parte organica e significativa, sintetica e incisiva. Concludo pertanto, facendo mie, e spero ‘nostre’, le parole di un noto professore dell’Università di Firenze, Marco Tarchi [...]: [Occorre] ‘cercare di infilare nell’ingranaggio belligeno dell’occidentalismo anche il fatidico minuscolo granello di sabbia’. E, quello delle nostre pubblicazioni, senza dubbio un granello di sabbia. Auspichiamo però che esso contribuisca ad inceppare una macchina di morte, non solo fisica ma anche psichica e spirituale, sempre più brutale e brutalizzante”.

Giovanni Franciosi, dalla “Presentazione” a Claudio Mutti, Mosca, terza Roma

Sono qui raccolte le parole pronunziate da Giovanni Franciosi e da Claudio Mutti durante la presentazione, il 30 novembre 2024, nella sala dell’Associazione culturale Italia-Russia di Firenze, dell’opera di Claudio Mutti, Roma dopo Roma, pubblicata dalle Edizioni Ar nella collana ‘la Genealogia’. Si è ritenuto opportuno trascriverle e stamparle, queste parole, giacché esse valgono da vero e proprio COROLLARIO, nel senso romano del termine. Ovvero da regalo ai lettori di Roma dopo Roma, per fissare un riepilogo fatti – quelli della storia reale, carnale, non della malsana finzione digitale – e per stabilire la conferma ‘buongusto’ con cui li affrontiamo: con la volontà non di subirli ma di viverli – almeno per decenza, da “buoni Europei”.

FRANCO FREDA